Ambito di applicazione del D.Lgs. 175/2016

Chi sono le società partecipate da parte delle PP.AA.?

Il tema delle partecipazioni delle PP.AA. in società private è stato di recente disciplinato ad opera del D.Lgs. n. 175/2016, in attuazione della L. delega n. 124/2015.

Il decreto in parola si presenta piuttosto articolato, proponendosi l’ambizioso obiettivo di raggiungere contemporaneamente l’efficiente gestione delle cd. ‘partecipazioni pubbliche’ in soggetti aventi natura giuridica privata, la tutela e promozione della concorrenza e del mercato, nonché la razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica.

Il primo step ermeneutico da affrontare riguarda il suo ambito soggettivo di applicazione.

L’art. 1, co. 1, del decreto si occupa di chiarire detto ambito, affermando che le sue «disposizioni […] hanno a oggetto la costituzione di società da parte di amministrazioni pubbliche, nonché l’acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta».

Tale ambito viene di seguito precisato, da un lato, attraverso una espressa esclusione; dall’altro, attraverso una serie di ‘definizioni stipulative’ che rendono il testo maggiormente chiaro per i suoi destinatari.

Ed invero, ci sono soggetti giuridici cui il decreto non si applica: il co. 5 dell’art. 1, prevede che le sue disposizioni si applicano alle società quotate – ossia «le società a partecipazione pubblica che emettono azioni quotate in mercati regolamentati; le società che hanno emesso, alla data del 31 dicembre 2015, strumenti finanziari, diversi dalle azioni, quotati in mercati regolamentati; le società partecipate dalle une o dalle altre, salvo che le stesse siano anche controllate o partecipate da amministrazioni pubbliche» (art. 2, co. 1, lett. p) – , «solo se espressamente previsto».

Alcune esclusioni parziali sono previste nel regime transitorio di cui all’art. 26 del decreto.

Restano così nell’ambito di applicazione del decreto le società (anche consortili) costituite in forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata, anche in forma cooperativa, in cui v’è una «partecipazione» pubblica.

Il decreto attribuisce un contenuto giuridico alla espressione «partecipazione», distinguendo quella «diretta» da quella «indiretta».

La partecipazione in società di natura giuridica privata da parte delle PP.AA. consiste nella «titolarità di rapporti comportanti la qualità di socio in società o la titolarità di strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi» (art. 2, co. 1, lett. f). La disposizione appare sufficientemente chiara a definire il fenomeno giuridico cui il decreto si rivolge, tranne per la locuzione «diritti amministrativi», che – al di là della sua correttezza tecnico-giuridica – appare di dubbio significato.

La «partecipazione indiretta», invece, vuole indicare che una società di natura giuridica privata è «detenuta da un’amministrazione pubblica per il tramite di società o altri organismi soggetti a controllo da parte della medesima amministrazione pubblica».

Questa definizione è più problematica della precedente, non solo per alcune imprecisioni tecnico-giuridiche – il riferimento alla ‘detenzione’ e al concetto di ‘organismo’ si presta a creare incertezze sotto il profilo interpretativo –, ma anche perché si rivolge ad un fenomeno più vario che deve essere sussunto nella fattispecie solo a seguito di una indagine svolta caso per caso.

Ultimo elemento nozionistico per ‘accedere’ a comprendere pienamente l’ambito di applicazione di cui all’art. 1 del decreto è quello riguardante la locuzione «amministrazioni pubbliche», che sono da identificarsi in quelle elencate all’art. 1, co. 2, D.Lgs. 165/2001, nonché nei «loro consorzi o associazioni per qualsiasi fine istituiti», oltre che negli enti pubblici economici e nelle autorità portuali (art. 2, co. 1, lett. a).


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Articolo di Ambrogio De Siano

Ambrogio De Siano è professore agg. di Diritto processuale amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. È autore di numerose pubblicazioni nell’ambito del diritto amministrativo, riguardanti in particolare i rapporti economico/finanziari tra i diversi livelli di governo.

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